|
ALLARGAMENTO
U.E.
ADESIONE DI
ROMANIA E BULGARIA
«Soddisfazione
per l’adesione della Bulgaria e della Romania quali membri
dell’Ue dal 1° gennaio 2007. L’adesione della Bulgaria e
della Romania segnerà il completamento riuscito del
quinto allargamento». Si legge “soddisfazione” nelle
conclusioni del Consiglio dei Capi di Stato e di Governo
tenutosi a Bruxelles nei giorni scorsi (14-15 dicembre). La
prossima tappa sarà l’avvio dei negoziati con i Balcani
occidentali anche se non sono state fissate nuove date
per la loro adesione. E’ stato deciso che non saranno
previsti ulteriori allargamenti prima del 2009, data in cui
potrebbe entrare la Croazia. L’Ue dovrà ora
concentrarsi sul riavvio del processo costituzionale, che
sarà anche oggetto dell’attesa Presidenza tedesca. Dalle
conclusioni del Summit europeo si evince, in effetti, che il
clima dell’Ue è cambiato. Poco entusiasmo, pochi slanci. Il
vento che aveva soffiato con forza a favore dei Paesi
dell’Europa orientale dopo la caduta del muro di Berlino si
è raffreddato. Vi è ora la necessità e l’urgenza di
consolidare l’Ue che con gli attuali meccanismi
istituzionali non può lavorare efficacemente a 27 membri.
Cosa cambia con l’entrata di Bucarest e Sofia nell’Ue?
Questo quinto allargamento unisce le due anime dell’Europa
rimaste per lungo tempo divise e contribuisce ad una
maggiore stabilità del continente. L’UE si allarga a sud
est, arricchendosi da un punto di vista geo-politico con uno
sbocco verso il Caucaso, i Balcani e le regioni del Mar
Nero. Da un punto di vista socio-economico, l’Unione europea
sfiorerà il mezzo miliardo di cittadini e acquisirà una
fetta di mercato interessante in cui il tasso di crescita è
del 7-8% (nonostante il PIL pro-capite di entrambi i paesi
sia circa un terzo della media comunitaria). La loro entrata
avrà un impatto considerevole sull’intera area balcanica,
sia in termini economico commerciali (è stato appena firmato
l’accordo di libero scambio per l’Europa centrale) che
infrastrutturali (come la realizzazione del corridoio di
trasporto 8, che è in programma). Rimangono tuttavia molti
problemi irrisolti e timori circa l’entrata di Bucarest e
Sofia, tra i quali i rischi connessi all’immigrazione,
all’occupazione, alla corruzione, alla criminalità, alla
giustizia ed all’utilizzo improprio dei fondi comunitari.
Dal punto di vista dell’immigrazione e della forza lavoro,
l’Ue ha previsto meccanismi di salvaguardia che regolano
temporaneamente l’accesso al mercato del lavoro ai cittadini
bulgari e rumeni. Sui temi più scottanti di corruzione,
criminalità, giustizia ed gestione impropria dei fondi, l’Ue
ha emanato rigorose misure di accompagnamento e previsto un
percorso di riforme interne, il cui stato di avanzamento
sarà regolarmente monitorato da Bruxelles.
L’entrata di Romania e Bulgaria “porta a Bruxelles” due
nuovi Commissari, rispettivamente Leonard Orban a cui
viene affidato il portafoglio del multilinguismo e
Meglena Kuneva, che sarà responsabile della tutela
dei consumatori.
Alla Romania, l’Ue ha destinato per il periodo
2007-2013, 30 miliardi di euro, mentre alla
Bulgaria sono indirizzati poco più di 11 miliardi di
euro. L’ammontare e la destinazione di queste risorse
sono oggetto di un dibattito in corso, sia in ambito
comunitario sia in seno ai singoli paesi: si teme che non vi
sia la capacità amministrativa di gestire ed assorbire le
risorse. Questo problema potrebbe essere in parte risolto
attraverso una stretta collaborazione tra amministrazioni
pubbliche europee. Le stesse regioni dell’Ue hanno
l’interesse ad inserirsi nelle dinamiche con gli attori
territoriali ed i governi dei due paesi, affinché venga
ottimizzata la partecipazione congiunta agli strumenti di
co-finanziamento comunitari. L’accesso di Romania e Bulgaria
nell’Ue significa, infatti, che dal 1° gennaio, i due paesi
potranno partecipare a pieno titolo a tutti i programmi
dell’Ue. Ciò rappresenta una grande opportunità anche per il
nostro sistema regionale che potrà infine intensificare
rapporti già avviati con efficacia nel tempo.
Lorenza Badiello
|