L’Anno che…
Verrà !!!
Cosa
accadrà nel nuovo anno?
La
Befana a chi porterà il carbone ed a chi i dolcetti ?
Noi
della T.A.T. riteniamo che il 2009 dovrà essere utile per
imbastire linee strategiche per lo sviluppo socio-economico
della Valle del Mela.
Ci
piacerebbe, per una volta, sostituirci alla Befana. Distribuire
tanto carbone ed invece questa volta ci limitiamo a desiderare
il vero cambiamento affinché i temi critici e caldi trovino la
soluzione.
I punti caldi e critici sono :
-
Centrale di
compressione Gas a Monforte Marina, l’attuale silenzio
non significa desistenza, siamo certi che il proposito di
chi vuole questa infrastruttura tecnologica è vivo, ma il
contrasto sarà piuttosto duro, noi siamo per un deciso NO!!
Siamo convinti che il management politico regionale,
provinciale e dello stesso Comune permetteranno la
esecuzione dell’opera, ma noi faremo di tutto per
inchiodarli alle loro responsabilità;
-
L’HMU3,
l’impianto per la produzione di idrogeno della Raffineria di
Milazzo inizierà i lavori ad aprile del 2009, altra opera
utile solo chi produce e non al territorio della Valle del
Mela;
-
Il nuovo
Elettrodotto Terna da 380 KV che attraversa comuni e
coltivazioni, anche di tipo pregiato, con procedura poco
trasparente o se preferite con procedura costruita per
favorire la realizzazione senza alcun rispetto del
patrimonio storico e paesaggistico;
-
Il
potenziamento della Centrale termoelettrica Edipower di S.
Filippo del Mela, a fonte di modeste opere di
mitigazione delle emissioni in atmosfera;
-
Il degrado
fisico ed ambientale del territorio della Valle del Mela,
aggravato da un piano industriale disordinato quale
quello dell’A.S.I., che non ha mai funzionato;
-
La
grave presenza di malattie degenerative e croniche
respiratorie;
-
L’inesistente
sviluppo socio-economico;
-
La grave
assenza di una vera strategia dello sviluppo.
Tutto questo è sotto gli occhi di tutti e non una nostra
valutazione, purtroppo è la triste realtà. Bisognerebbe altresì
individuare i “fannulloni” e/o i “furbacchioni”,
volendola pensare alla stessa maniera del noto Ministro
Brunetta, che ancor meglio precisa : “ Noi Italiani siamo
quelli che, in Europa, crescono di meno. Perdiamo competitività
e questo si deve ad arretratezze strutturali, fra le quali una
pubblica amministrazione costosa ed inefficiente. ….. La
fannullonicrazia è nemica di tutti e buona solo per chi ne
approfitta.”
In Sicilia, oltre
a quanto il Ministro Brunetta combatte, vi è una
burocrazia creata e modellata per realizzare opere utili solo
agli speculatori: proprio un coacervo di furbizia che sembra
sfuggire alle più semplici logiche della efficienza economica e
dello sviluppo sostenibile.
Purtroppo le linee di azione del Ministro Brunetta sono a nostro
avviso limitate, non siamo d’accordo al rinvio della entrata in
vigore della normativa sulla Class Action ne alla
impostazione operativa della stessa, come a dire “si può
agire purché la azione collettiva non danneggi il soggetto
responsabile” – Non capiamo il senso di tanta prudenza.
L’etica non può essere mitigata.
In Sicilia la
normativa Urbanistica non è evoluta per rappresentare una
precisa garanzia di sviluppo ordinato, ogni atto può essere
preordinato per consentire privilegi a chi nel modo convenuto li
ha invocati. A prova di ciò è sufficiente valutare il
disordinato sviluppo dei nostri agglomerati urbani sospinto
dalla speculazione edilizia e dal profondo nichilismo
utilitaristico.
Orbene, se la Magistratura ci volesse mettere il naso, capita
che il reato non viene riscontrato, poiché la legge o la
normativa, non essendoci non è stata violata, ma sono stati
violati i diritti dei cittadini, il diritto Costituzionale al
lavoro, alla salute, allo sviluppo sostenibile, ai servizi.
Lo Stato in questa terra mostra tutti i suoi limiti, la
questione meridionale è una questione intellettuale, etica e
morale.
Bisognerebbe trasformare questa inefficiente borghesia per
liberalizzare i diritti, la vera democrazia.
Ogni sforzo riformista viene vanificato, speravamo tanto nel
Federalismo, ma se sarà annacquato sarà una ulteriore inutile
riforma.
I bisogni sono
tanti e gravi, il sistema occupazionale mortificato
dall’eccessivo assistenzialismo, i comuni come prima forma di
governo che il cittadino incontra, sono ampiamente
disorganizzati e grava il sospetto che ciò sia voluto; Quindi
del meridionale che migra per cercare lavoro o democrazia, verso
una vita più dignitosa, lasciando che i gretti speculatori
saccheggino persino i loro ricordi, nessuno ne parla.
La descrizione
dell’infernale condizione della Valle del Mela o dei Veleni, e
penso del meridione in genere, ormai è nota, eppure quando
Vittorio Sgarbi incitava il vulcano a distruggere ciò che gli
speculatori avevano distrutto, tutti hanno gridato allo
scandalo, ma nessuno ha pensato al turbamento del personaggio,
nel vedere la bellezza della nostra terra saccheggiata, vilipesa
ed offesa.
Basta piangersi addosso, scrolliamoci della inefficienza e
misuriamoci in ciò che vogliamo.
Stimatissimo Ministro Brunetta, se nell’amministrazione pubblica
ci sono parecchi fannulloni, nel managment politico ci
sono parecchi furbacchioni, dall’attuale Governo ci si
aspetta parecchio, non solo ridurre i fannulloni e migliorare la
efficienza della macchina amministrativa, ma snidare i
furbacchioni, quelli che utilizzano le risorse pubbliche per
accrescere il consenso elettorale, quelli che concertano forme
di sviluppo in spregio alla sussidiarietà e sostenibilità,
quelli che danno coperture per lo sperpero.
Nella Valle del Mela, accadono cose piuttosto strane, un
inefficiente polo industriale, ubicato in una fascia costiera
bellissima, genera da sempre degrado fisico del territorio e
dell’ambiente, genera gravi patologie per la salute, non genera
economia di base, i profitti di tali aziende risiedono altrove,
le strutture ospedaliere sono incapaci a contrastare le malattie
degenerative, e si commenta tale realtà con “scelta sbagliate
del passato”.
Ci
chiediamo:
Perché si continua a potenziare tali scelte ?
Perché nelle Valutazioni di Impatto Ambientale, le compensazioni
ambientali sono inesistenti ? Perché si fa passare tutto questo
come scelte strategiche ?
Noi abbiamo una visione diversa dello sviluppo economico
ordinato e sostenibile.
Mi pare che tale realtà non giovi alla crescita sociale, la
gente non capisce perché si debba pagare con la propria salute
una particolare forma di sviluppo, non capisce perchè certi
finanziamenti giungono alle aziende che inquinano e non a
sostenere una vera politica del risanamento, non capisce perché
per circa mille addetti a queste industrie ottantamila cittadini
debbono rinunciare ad altre forme di sviluppo e vivere in gravi
condizioni di rischio.
Non capisce perché taluni amministratori si prodigano nel
sostenere gli interessi degli speculatori e noi dei cittadini
stessi.
Non siamo avversi allo sviluppo industriale, lo siamo quando
questo avviene nei modi e nelle forme fin qui adottate.
In questo 2009, riproponiamo le forme di compensazione
necessarie per innescare una politica del risanamento, del
riequilibrio, ed a quelle forme di sviluppo nel rispetto della
sostenibilità.
Noi riteniamo che
le responsabilità siano diffuse fra chi inquina e degrada, e chi
lo permette, in questo caso le istituzioni.
Il degrado fisico ha consentito il minor valore dal patrimonio
privato, impedito altre forme di sviluppo economico come il
turismo, ha fortemente inciso sulla salute pubblica-
La industria principale che produce idrocarburi, ospita un
impianto pericolosissimo “LC Finning“, ed oggi, grazie a
particolarissime procedure, è riuscita ad ottenere
l’autorizzazione per realizzare un nuovo impianto denominato
HMU3, per la produzione di idrogeno, necessario per lavorare il
greggio ad alto contenuto di zolfo proveniente probabilmente
dalla Libia. Qui si avvera la strategia, l’idrogeno viene
ottenuto con sistema Shift dal metano, il metano viene fornito
dalla Rete gas Snam, che a sua volta ha in atto, la
realizzazione della centrale di compressione gas nel
contestatissimo sito a Monforte Marina ai limiti di zone
delimitate ma facilmente manipolabili.
Nello stesso tempo la Edipower, che produce energia elettrica
con impianti ad olio, potenzia i suoi impianti a 1600 Mgwatt, e
la Soc Terna Spa, progetta il nuovo elettrodotto Terna da 380
KV ed attiva procedura autorizzativa molto discussa . Nella
impostazione strategica non citiamo altre iniziative soppresse
come l’aeroporto del Mela, il polo nautico etc.
Quindi una gestione strategica degli interventi in un habitat
favorevole, senza alcuna contropartita utile per le
problematiche ambientali, le conseguenze di tali scellerate
scelte, chi li pagherà se non lo Stato.
La Edipower è riuscita ad ottenere la certificazione EMAS, cosa
sorprendente, ma in Sicilia questo può accadere, mentre le
centraline da essa acquistate per il monitoraggio
dell’inquinamento atmosferico, sono state consegnate alla
Provincia di Messina ma non vengono attivate. L’Arpa è
totalmente assente, il Comune di S. Filippo del Mela che ospita
la Centrale termoelettrica entra in Agenda 21, il Comune di
Milazzo accoglie con entusiasmo la legge contro le puzze.
L’A.S.I. cerca di aggiornare il suo piano per adeguarsi ai nuovi
impianti.
Questa è la situazione di sintesi tecnica e non tecnica della
Valle del Mela, ed i comuni che ne fanno parte soccombono al
ricatto occupazionale.
Non si capisce
perché l’Ass.re Regionale del Friuli si permette di intimare
alle industrie che inquinano di non farlo, pena la chiusura
della attività mentre quello della Regione Sicilia è silente.
Lo scrittore Romano Battaglia, scrive che “il silenzio è uno
spazio necessario per trovare la propria identità …. La nostra
vita scorre in mezzo al chiasso, tra fiumi di parole spesso
inutili che servono solo a coprire le nostre incertezze… su
questa nostra età tanto progredita tecnologicamente e tanto
umanamente regredita “ .
Ma non crediamo a tanta prospezione interiore, il silenzio forse
è strategico, ed in Sicilia è pieno di significati.
Per l’anno che
verrà, rivendichiamo il riconoscimento dei diritti ed
il Principio
dello sviluppo sostenibile :
1. Ogni attività
umana giuridicamente rilevante deve conformarsi al principio
dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il
soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa
compromettere la qualità della vita e le possibilità delle
generazioni future.
2. Anche l'attività
della pubblica amministrazione deve essere finalizzata a
consentire la migliore attuazione possibile del principio dello
sviluppo sostenibile, per cui nell'ambito della scelta
comparativa di interessi pubblici e privati connotata da
discrezionalità gli interessi alla tutela dell'ambiente e del
patrimonio culturale devono essere oggetto di prioritaria
considerazione.
3. Data la
complessità delle relazioni e delle interferenze tra natura e
attività umane, il principio dello sviluppo sostenibile deve
consentire di individuare un equilibrato rapporto, nell'ambito
delle risorse ereditate, tra quelle da risparmiare e quelle da
trasmettere, affinché nell'ambito delle dinamiche della
produzione e del consumo si inserisca altresì il principio di
solidarietà per salvaguardare e per migliorare la qualità
dell'ambiente anche futuro.
4. La risoluzione delle questioni che involgono aspetti
ambientali deve essere cercata e trovata nella prospettiva di
garanzia dello sviluppo sostenibile, in
modo da salvaguardare il corretto funzionamento e l'evoluzione
degli ecosistemi naturali dalle modificazioni negative che
possono essere prodotte dalle attività umane.
I Principi di sussidiarietà e di leale collaborazione
Lo Stato interviene in questioni involgenti interessi
ambientali ove gli obiettivi dell'azione prevista, in
considerazione delle dimensioni di essa e dell'entità dei
relativi effetti, non possano essere sufficientemente realizzati
dai livelli territoriali inferiori di governo o non siano stati
comunque effettivamente realizzati.
Il principio di sussidiarietà opera anche nei rapporti tra
Regioni ed enti locali minori.
Diritto di
accesso alle informazioni ambientali e di partecipazione a scopo
collaborativi:
1. In attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni, e delle previsioni della Convenzione
di Aarhus, ratificata dall'Italia con la legge 16 marzo 2001, n.
108, e ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195,
chiunque, senza essere tenuto a dimostrare la sussistenza di
un interesse giuridicamente rilevante, può accedere alle
informazioni relative allo stato dell'ambiente e del paesaggio
nel territorio nazionale.
Il concetto del danno ambientale
da applicarsi a
qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o
indiretto, di una risorsa naturale o dell'utilità assicurata da
quest'ultima. Ai sensi della direttiva 2004/35/Ce costituisce
danno ambientale il deterioramento, in confronto alle condizioni
originarie.
L’Attuazione del principio di precauzione
In applicazione del
principio di precauzione di cui all'articolo 174, paragrafo 2,
del Trattato Ce, in caso di pericoli, anche solo potenziali(
mediante analisi o valutazione scientifica obiettiva), per la
salute umana e per l'ambiente, deve essere assicurato un alto
livello di protezione.
Il fatto è che il Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio, in applicazione del principio di precauzione, ha
facoltà di adottare in qualsiasi momento misure di
prevenzione, ai sensi dell'articolo 304 (non ci pare che tale
principio abbia trovato riscontri nella valutazione di Impatto
Ambientale delle iniziative sopra elencate)
Proposta
essenziale per il riequilibrio ed il risanamento
-
contrastare il
degrado ed il minor valore del patrimonio consentendo
l’acquisto, nella Valle del Mela, dei prodotti energetici (
carburanti, energia elettrica, gas ) a prezzi agevolati ;
-
Assentire la
realizzazione di nuovi impianti o l’ampliamento di quelli
esistenti, solo se ad emissione zero, e non accrescano il
degrado;
-
Stimolare la
formazione di strumenti normativi per la valorizzazione
paesistica e del patrimonio storico culturale;
-
Riqualificare la
struttura sanitaria per renderla idonea alla emergenza delle
patologie degenerative;
-
Rigenerare
l’impianto normativo per lo sviluppo ordinato e sostenibile
del territorio della Valle del Mela;
Milazzo lì 3 Gennaio 2009
Il
Vice Presidente T.A.T.
Arch. Salvatore Crisafulli
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